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SCAVI 2011_agosto Visita Piero Angela |
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NEWS - La gradita visita sugli scavi presso il Tumulo della Regina di Piero Angela,noto giornalista, scrittore, divulgatore scientifico, nonchè conduttore per RAI UNO del programma SuperQuark. Dopo un saluto e uno scambio di battute con gli studenti dell'Università di Torino che operano sullo scavo, il prof. Mandolesi e i suoi collaboratori hanno illustrato all'attento Piero Angela, le nuove importanti scoperte venute alla luce proprio nelle ultime due settimane di scavo. Prima di lasciare gli scavi c'è stato tempo e modo per scambiare qualche battuta con una troupe televisiva della NHK emittente nazionale giapponese che in questi giorni è impegnata nelle riprese dell'attività dello scavo destinate alla realizzazione di un documentario. Guarda le foto...
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SCAVI 2011_agosto apertura Tomba |
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NEWS - Venerdì 12 agosto è stata aperta, dopo 2700 anni, la camera laterale del Tumulo della Regina. Gli archeologi guidati dal prof. Mandolesi, con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Viterbo hanno rimosso la grande lastra litica di chiusura alla presenza del sindaco Mazzola e dell'assessore alla cultura Centini. La delicata operazione è stata condotta con pieno succcesso. Nei prossimi giorni verrà indagato accuratamente il nuovo ambiente, che non mancherà di riservare grandi soprese. Per il momento gli archeologi hanno rilevato la presenza di tracce consistenti di pittura nera e rossa ben conservate sullo stipite della porta.
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Il Comune di Tarquinia, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il corso di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Torino, propone una serie di visite guidate all’area archeologica della Doganaccia, dove si stanno svolgendo importanti scavi sul Tumulo della Regina. Le ricerche hanno svelato un eccezionale monumento funerario costruito e decorato nel VII secolo a.C. probabilmente da architetti e artigiani provenienti dal Vicino Oriente. Si tratta del più grande tumulo della necropoli di Tarquinia. L’iniziativa del Comune vuole presentare ai ragazzi e agli adulti le ultime scoperte attraverso accattivanti visite guidate e laboratori didattici condotti dai giovani archeologi impegnati sullo scavo. Ecco il programma!
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La Doganaccia alla luce dell'ultima campagna di scavi (2010) |
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Geschrieben von: Alessandro Mandolesi
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Freitag, 22. Oktober 2010 16:44 |
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La campagna di scavo appena conclusa attorno al Tumulo della Regina - promossa dal corso di Etruscologia e Antichità italiche dell'Università degli Studi di Torino e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria meridionale - ha rivelato importanti novità che interessano in primo luogo l'architettura e la pittura funeraria tarquiniese ed etrusca di età orientalizzante. Mentre le ricerche degli anni precedenti hanno puntato a riconoscere i capisaldi della grande struttura tombale, che all'inizio delle indagini appariva più ridotta rispetto a quella "del Re", per via delle intense attività agricole che, in ogni tempo, hanno interessato questo lembo di necropoli, la campagna del 2010 ha focalizzato l'attenzione sul maestoso ingresso a cielo aperto che precede la camera funeraria principale. Le ricerche preliminari confermano per la Doganaccia, particolarmente suggestiva dal punto di vista paesaggistico, la presenza di un sepolcreto del periodo orientalizzante-arcaico pienamente inserito nella più antica viabilità di Tarquinia. La Doganaccia, infatti, si trova sull'itinerario più diretto, risalente all'età villanoviana, che univa la Civita al mare.
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Storia delle scoperte archeologiche |
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Geschrieben von: Administrator
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Mittwoch, 12. Mai 2010 11:26 |
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L’interesse per le antichità etrusche di Tarquinia – risorta nel medioevo sull’estremità nord-occidentale della collina di Monterozzi con il nome di Corneto – è noto almeno dal Rinascimento. Ai ricordi mitico-letterari legati alla presenza a Tarquinia della reggia di Corito, considerato fondatore della città, si succedono importanti varie scoperte funerarie nel territorio, come il “sepolcro marmoreo” ricco d’oro detto “Nicodemio” e le raffigurazioni divine di una tomba dipinta che, secondo la tradizione, ispirarono il genio di Michelangelo.
Notizie sulle antiche e favolose meraviglie venute in luce nella necropoli tarquiniese aumentano progressivamente fino al Settecento, quando l’interesse dell’etruscheria (la corrente antiquaria tesa a rivalutare le testimonianze dell’antica Etruria) si rivolge al frenetico recupero di oggetti etruschi. In questo secolo la fama delle “grotte” cornetane risuona ampiamente nel mondo degli studiosi dell’epoca: le tombe ipogee dipinte vengono aperte e visitate con entusiasmo, più tardi però lasciate all’incuria e addirittura completamente dimenticate.
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Nel sepolcreto dei Lucumoni |
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Geschrieben von: Maria Cataldi
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Freitag, 22. Oktober 2010 10:46 |
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La necropoli dei Monterozzi di Tarquinia evoca immediatamente lo straordinario complesso delle tombe dipinte, dichiarate nel 2004 dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Meno evidente - per un pubblico non specialistico - è il richiamo alle più antiche sepolture del periodo orientalizzante (l'età dei principi delle città etrusche, fine VIII-VII sec. a.C.) caratterizzate in superficie, in corrispondenza delle camere funerarie sotterranee, da grandi tumuli di terra di ispirazione orientale purtroppo quasi totalmente spianati dai lavori agricoli del secolo passato. Tuttavia le riproduzioni ottocentesche del colle dei Monterozzi - come quella pubblicata da Luigi Canina nel 1846 - ci consegnano un paesaggio contraddistinto da numerosissimi "monti di terra" (da qui il nome del colle) a conferma di quanto oggi conosciamo grazie alla ricerca archeologica e cioè che nel corso del VII secolo a.C. il principale dei sepolcreti della città etrusca era già estesamente occupato da centinaia di sepolture.
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Der Tumulus des Poggio del Forno |
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Geschrieben von: Marta Campagna
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Sontag, 23. Mai 2010 15:54 |
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Dieses monumentale Grab befindet sich östlich der antiken Stadt auf dem höchsten Punkt der Hügel um Tarquinia und dominiert das Gelände. Der Tumulus des Poggio del Forno, der inmitten einer malerischen und ausgedehnten Macchie eingebettet ist, wurde im Jahr 1968 von dem Verband italienischer Archäologen (Gruppi Archeologici d'Italia) entdeckt.
Das Fürstengrab hat, im Gegensatz zu den meisten anderen großen Tumulusgräbern Tarquinias zwei hintereinander angeordnete Grabkammern und verfügt ein weitläufiges Vestibül. Die beiden Grabkammern haben eine rechteckige Form und sind mit Steinblöcken aus Nenfro- und Kalkgestein konstruiert, die in geordneten Reihen gemauert sind. Die erste Grabkammer hat ein spitzbogiges Gewölbe, welches aus auskragenden Steinblöcken gebildet wird; die zweite Grabkammer hat ein Kraggewölbe mit stufenförmig angeordneten Steinblöcken und einer longitudinalen Öffnung in der Decke. Die Abschlußsteine dieses Kraggewölbes werden durch zwei quer verlaufende steinerne Balken gestützt.
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Die Nekropole der Doganaccia |
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Geschrieben von: Administrator
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Sontag, 23. Mai 2010 01:00 |
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Als eines der ältesten und eindrucksvollsten Grabmäler sticht die Doganaccia im Mittelpunkt der etruskischen Monterozzi-Nekropole hervor. Es handelt sich um einen weitläufigen archäologischen Komplex, der von zwei enormen Fürstengräber inmitten einer hügeligen sanft zur Meeresküste abfallenden Landschaft dominiert wird. Diese Ausgrabungsstätte ist heute, nach den ersten Ausgrabungen im Jahre 1928, Forschungsobjekt der Universität Turin und der Oberintendanz für Archäologie des südlichen Etruriens.
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