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La Doganaccia prima degli scavi

 

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Al centro del colle dei Monterozzi si trova la necropoli della Doganaccia. Su due ampie terrazze calcaree, si innalzano imponenti i tumuli “del Re” e “della Regina”, in corrispondenza di uno dei più antichi itinerari che dalla città conducevano al mare. La disposizione a coppia è piuttosto singolare: probabilmente i due sepolcri appartenevano a membri di una stessa famiglia aristocratica, magari fratelli o cugini che vollero erigere nello stesso luogo le loro ultime dimore, a testimoniare il controllo del territorio in morte come in vita.
Nella prima metà dell'Ottocento, l'area occupata dai due tumuli (oggi di proprietà demaniale) apparteneva al marchese Scipione Sacchetti, che nel 1837 incaricò Raffaele Rosati di condurre una serie di scavi presso i “ruderi a rialzi piramidali di macerie indicanti monumenti sepolcrali”. Le indagini si protrassero per alcuni mesi e portarono, secondo la relazione di scavo, all'apertura di “ben tre monumenti” e al ritrovamento di alcuni oggetti di corredo. Di altri interventi successivi abbiamo solo vaghe notizie.
La prima indagine scientifica nell'area risale al 1928, quando l'archeologo Giuseppe Cultrera concentrò le sue attenzioni sul Tumulo del Re. Il sepolcro, che ha un diametro di oltre 35 metri, ha uno zoccolo scavato nella roccia, originariamente rivestito con blocchi squadrati di calcare. La base serviva a contenere l'alta calotta di terra. Un ampio vestibolo a cielo aperto precede la camera funeraria, a pianta rettangolare con copertura ad ogiva che richiama il tetto delle capanne.
Fra i reperti del corredo, purtroppo già violato al momento degli scavi, vari oggetti testimoniano la straordinaria ricchezza della tomba. Eccezionale il ritrovamento di un'iscrizione dipinta sul fondo di un vaso; si tratta di un nome greco etruschizzato: Rutile Hipukrates.
Negli archivi della Reale Soprintendenza del 1929 è annotato il proposito di procedere, dopo l'intervento sul Tumulo del Re, anche allo scavo del tumulo gemello. L'iniziativa però non ebbe seguito e la tomba venne abbandonata al suo destino. Fino al 2008.
 
 
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