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Campagna 2011: il "piazzaletto"

 

altLe indagini del 2011 si sono protratte per oltre due mesi, dal 20 luglio al 30 settembre. La complessità delle operazioni di scavo ha reso necessaria la partecipazione di diversi specialisti: oltre agli archeologi e ai disegnatori sono intervenuti restauratori, geologi e topografi.
L'ampio ingresso a cielo aperto (“piazzaletto”), parzialmente indagato nel 2010, viene completamente messo in luce: è largo quasi 6 m e lungo più di 8. Le pareti mantengono ampie porzioni dell'intonaco originario, con tracce di pittura in rosso e nero.
Una monumentale scalinata ricavata nella roccia, composta da almeno 12 gradini, conduce ad uno spazio destinato ai riti funebri. Probabilmente parenti del defunto e notabili assistevano alle cerimonie sulle gradinate e sulle banchine laterali, costituite da un doppio gradino. Dopo le esequie il “piazzaletto” non venne subito interrato: si può ipotizzare che fosse periodicamente frequentato dai discendenti del fondatore del tumulo e accogliesse le riunioni dei potenti gruppi aristocratici a capo della comunità tarquiniese dell'epoca. A metà gradinata tre buchi di palo indicano probabilmente la presenza, in origine, di una copertura lignea, apprestata per proteggere l'ambiente.
Su questo spazio teatriforme si affacciano tre camere: quella centrale è ancora da indagare, le due laterali invece sono state scavate proprio nel 2011. La camera destra presentava ancora il lastrone di chiusura (spezzato nella parte superiore dai profanatori): la sua rimozione è stata senza dubbio il momento più emozionante di questa campagna.
Lo schema a tre camere rappresenta una novità rispetto alla planimetria dei grandi tumuli tarquiniesi, derivata da quelli ciprioti (un largo accesso che porta ad un unico ambiente): le maestranze impegnate nella realizzazione di questo sepolcro hanno rielaborato un modello esterno piegandolo a esigenze locali. Il Tumulo della Regina è dunque un monumento veramente eccezionale, per l'insolita struttura dell'ingresso e per la presenza dell'intonaco in gesso alabastrino, il cui utilizzo, frequente nel Mediterraneo orientale, era, per quanto si sa, sconosciuto in Italia.
 
 
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