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Campagna 2011: l'apertura della camera laterale

 

altTerminati i lavori di svuotamento del “piazzaletto”, gli archeologi devono affrontare una nuova sfida: la camera laterale destra è chiusa da un lastrone rettangolare in nenfro, che va rimosso per consentire l'indagine dell'ambiente. Spezzato nella parte superiore in seguito a un’antica intrusione dei ladri, il pesante lastrone conserva ancora l’originaria sigillatura in argilla, con le impronte delle dita degli operai che realizzarono la chiusura.
Il 12 agosto si procede all'apertura, in collaborazione con i Vigili del Fuoco di Viterbo. Considerata l’eccezionalità dell’evento, sono presenti anche le autorità cittadine.
Con l’impiego di un cuscino ad aria la lastra viene scostata di pochi centimetri, in modo da far passare le cinghie dell’imbracatura. Una fascia viene agganciata alla benna della ruspa, un’altra viene invece manovrata dai vigili all’interno del “piazzaletto”. Con una delicata azione congiunta la lastra viene prima staccata, poi sollevata e adagiata su un pianale di legno.
La porta della camera è finalmente visibile: una doppia fascia dipinta in rosso e nero sottolinea il profilo ad arco dell’ingresso. Dopo 2700 anni, i colori, protetti dalla lastra, sono ancora incredibilmente vividi.

LE CAMERE LATERALI DEL “PIAZZALETTO”
Rimosso il lastrone di chiusura, la camera laterale destra viene indagata dagli archeologi.
L’ambiente, perfettamente conservato nella struttura, è devastato al suo interno dal passaggio degli antichi profanatori.
Fra i numerosi reperti rinvenuti si segnalano tre blocchi di nenfro che costituivano probabilmente una banchina funeraria sagomata a imitazione di un letto ligneo.
Le pareti erano originariamente rivestite dallo stesso intonaco in gesso alabastrino del “piazzaletto”; a parte un piccolo lembo ancora in situ sul fondo della camera, tutti gli intonaci sono crollati a terra, in stato frammentario ma con tracce consistenti delle antiche pitture. Archeologi e restauratori avviano una delicata azione di recupero.
Contemporaneamente procedono i lavori di indagine della camera sinistra, in parte franata in seguito al crollo del banco della parete destra dell’ambiente; in questo punto infatti al posto della roccia era presente un pacco argilloso, che per la sua friabilità ha causato il collasso della struttura. Durante lo scavo di questo ambiente, che si svolge partendo dal cedimento del soffitto, si rinvengono numerosi frammenti di intonaco con labili tracce di pittura e resti in ferro di un veicolo, probabilmente un cocchio.
 
 
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