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Campagna 2011: il carro "della regina"

 

altDurante lo scavo del “piazzaletto”, alla fine di agosto, una nuova sorpresa attende gli archeologi: addossati alla banchina dell'angolo destro emergono i resti di un carro. Si tratta in realtà di un ritrovamento annunciato: in questa zona infatti, già durante la campagna precedente erano affiorati elementi in ferro e in bronzo che avevano fatto supporre la presenza di un veicolo. Del resto la deposizione del carro nella tomba è un'usanza diffusa nel mondo italico e indica il ruolo prestigioso del defunto.
I veicoli ritrovati nei corredi funerari sono di due tipi: il cocchio e il calesse. Il cocchio si guidava stando in piedi; era un mezzo veloce, utilizzato dai nobili etruschi per raggiungere agevolmente i loro possedimenti. Simbolo privilegiato del potere, veniva impiegato anche durante le parate. Il calesse, che si conduceva invece da seduti, si ritrova in molte sepolture femminili: le donne lo usavano per gli spostamenti quotidiani e per le cerimonie, specialmente nuziali. Trainato da una coppia di muli o di asini invece che dai cavalli, era più lento del cocchio, anche per le caratteristiche della struttura: solitamente i mozzi, con testate metalliche dotate di foro quadrangolare anziché circolare, ruotavano insieme all'asse.
In base agli elementi strutturali si ritiene che il veicolo ritrovato nel "piazzaletto" sia un calesse, di cui rimangono parte del cerchione di una ruota in ferro, un mozzo e resti della fasciatura della cassa. Lo strato di giacitura presentava un colore bruno molto scuro, probabilmente frutto del disfacimento delle parti organiche (legno e cuoio) di cui era costituito originariamente il veicolo. Altri frammenti di cerchione sono stati rinvenuti negli strati superiori. Nella camera laterale sinistra sono inoltre emersi i frammenti di un altro veicolo, identificabile con un cocchio.
Archeologi e restauratori sono attualmente impegnati nello studio e nella ricostruzione del calesse, che presto potrà essere esposto al pubblico con una struttura di supporto ad integrare le parti mancanti.
 
 
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