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Il futuro del tumulo

 

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“Occorre continuare nel lavoro già iniziato dal mio predecessore, prof. Cultrera, e completare l'esplorazione e la sistemazione dei due grandi tumuli della Doganaccia, …che sono quasi gli unici e certo i più monumentali tumuli conservati della necropoli tarquiniense. Del primo tumulo, già esplorato e restaurato nella camera sepolcrale, occorre sistemare il monte di terra e il fosso periferico; del secondo occorre in un primo tempo eseguire l'esplorazione salvo poi in avvenire dare anche ad esso la stessa sistemazione definitiva del primo”. Così scriveva nel 1931 Pietro Romanelli, direttore del Museo di Tarquinia.
Sono trascorsi più di ottant'anni, ma finalmente il maestoso sepolcro sta ritornando alla luce grazie al lavoro degli archeologi; dal 2008 numerose informazioni sono state raccolte e buona parte del monumento è stata indagata. Il Tumulo della Regina però custodisce ancora molti segreti: al centro della calotta, infatti, c'è la grande camera funeraria destinata ad accogliere la sepoltura principale, quella del fondatore della tomba.
Lo scavo di questo ambiente fornirà probabilmente importanti risposte a quesiti ancora insoluti: chi è il titolare del sepolcro? Un principe etrusco? Un nobile straniero? A quando risale l'impianto originario? Il tumulo, allo stato attuale delle conoscenze, è datato attorno alla metà del VII secolo a.C., ma con la prosecuzione delle indagini si potrà stabilire un arco di tempo più preciso.
Sarà uno scavo molto complesso: la camera ha subito un cedimento strutturale, per cui si dovrà intervenire con particolare cautela e l'operazione richiederà un grosso investimento.
Quando il Tumulo della Regina avrà restituito tutti i suoi segreti, dovrà raccontare la sua storia al grande pubblico. Purtroppo, dopo gli scavi del 2011, il “piazzaletto”, con i suoi intonaci dipinti, la sua scalinata monumentale e le due camere laterali è stato nuovamente interrato: i costi per la musealizzazione sono infatti molto elevati.
Il futuro del tumulo? Un monumento aperto a tutti, pronto ad accogliere le generazioni a venire, insieme al gemello Tumulo del Re, in una cornice paesaggistica di particolare suggestione.
 
 
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