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Il Museo Archeologico

Il museo è eccezionalmente bello e interessante per chiunque conosca appena un po' gli etruschi. Contiene un gran numero di oggetti trovati a Tarquinia, reperti importanti. Se solo ci convincessimo e non strappassimo più gli oggetti dai loro contesti d’origine! I musei sono sempre un errore. Ma se è proprio necessario che ci siano, allora siano piccoli e soprattutto a carattere locale. Per quanto sia splendido il museo etrusco di Firenze, come si sta meglio al museo di Tarquinia! Qui gli oggetti esposti sono tutti tarquiniesi e hanno un nesso gli uni con gli altri, formando una specie di tutto organico. (D.H. Lawrence)
Il Museo archeologico di Tarquinia ha sede nello splendido palazzo Vitelleschi, costruito fra il 1436 ed il 1439 per volontà del Cardinale Giovanni Vitelleschi, sotto il pontificato di Eugenio IV.
Il palazzo, uno dei più importanti monumenti del primo Rinascimento nel Lazio, evidenzia il lento passaggio dal linguaggio gotico a quello rinascimentale che solo nella prima metà del XV secolo andava diffondendosi nei centri periferici. L’architetto, o gli architetti, dell’edificio inserirono nel progetto, inglobandole, strutture preesistenti: una casa-torre e altri edifici del XII-XIV secolo affacciati su un vicolo corrispondente al corridoio che si apre sul fondo del cortile, a destra.
Dalla morte del Cardinale il Palazzo fu utilizzato fra l’altro come principesco alloggio dei Pontefici nelle loro soste a Corneto. Passato alla famiglia Soderini, nel 1900 divenne proprietà del Comune e fu da questi, nel 1916, dato in perpetua consegna allo Stato perché lo destinasse a sede del Museo Archeologico.
Inaugurato nel 1924 con la fusione di due storiche collezioni ottocentesche, la Raccolta Comunale e la collezione privata dei conti Bruschi-Falgari, il Museo è andato poi via via arricchendosi con l’immissione dei materiali provenienti dagli scavi condotti nell’area dell’antica città etrusca, delle vaste necropoli che la circondano e nel resto del territorio tarquiniese.
Il museo si sviluppa sui tre piani del palazzo, l’ultimo dei quali ospita delle tombe dipinte (tombe del Triclinio, delle Bighe, delle Olimpiadi, della Nave e un frammento della tomba della Pulcella) i cui affreschi sono stati staccati - per motivi di conservazione - dal loro supporto originale.
(da M. Cataldi, Tarquinia, Regione Lazio 1993)
 
 
 
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