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Il Tumulo di Poggio del Forno

 
La tomba monumentale si trova nel punto più alto e dominante del territorio di Tarquinia, a est rispetto all’antica città. Il tumulo di Poggio del Forno, immerso in una suggestiva e vasta macchia mediterranea, è stato scoperto nel 1968 dal Gruppo Archeologico Romano.
La tomba principesca, a differenza degli altri grandi tumuli tarquiniesi, contiene due camere poste in asse, e un vestibolo molto ampio. Ambedue i vani funerari, che presentano una pianta rettangolare allungata, sono stati interamente costruiti con blocchi squadrati di nenfro e calcare, disposti in filari ordinati. La prima camera ha una copertura a profilo ogivale, formata da blocchi progressivamente aggettanti; nella seconda invece la pseudo-volta è realizzata sempre con blocchi aggettanti, che però mantengono un profilo a scaletta, e si interrompono alla sommità risparmiando una fenditura. Questa sorta di columen in negativo è marcato da due travi litiche collocate in senso trasversale a un terzo e due terzi della lunghezza, poste a sostegno dei lastroni collocati a chiusura della volta.
Sul lato destro della prima camera sono state rinvenute due banchine, costruite con lastroni di nenfro modanati sostenuti da pilastrini sagomati; esse erano forse destinate ai discendenti del fondatore della tomba, cui probabilmente era riservato l’ultimo vano. All’esterno si nota, nel vestibolo molto ampio, la conformazione a “piazzaletto” tipica della zona di Tarquinia. Notevole è la facciata di fondo, interamente costruita con blocchi ben definiti, in una raffinata tecnica isodoma.
Il tumulo risale alla prima metà del VII secolo a.C., probabilmente all’inizio dell’Orientalizzante Medio. Il tumulo è ubicato in posizione isolata a circa 3 chilometri dalla città antica; nelle sue vicinanze però sono state rinvenute numerose tombe di età orientalizzante e arcaica, del tipo a cassone e a fossa. Queste sepolture, in aggiunta a resti abitativi non ancora esplorati, fanno ipotizzare l’esistenza in questa zona di un centro abitato minore, probabilmente sede di un gruppo gentilizio tarquiniese. Una o più famiglie di rango elevato e di origine urbana avrebbero, in questo caso, preferito risiedere direttamente sui terreni di loro possesso, situati sulla via di collegamento tra Tarquinia e i centri dell’Etruria rupestre dell’interno. Il tumulo voleva essere un segno, visibile anche da grande distanza, della potenza e della ricchezza di un clan famigliare, basate sulla proprietà terriera ma anche sul controllo dei traffici tra Tarquinia e l’entroterra.
(Marta Campagna)

Itinerario
Da Tarquinia si prende l’Aurelia-bis in direzione Viterbo, fino al km 8 circa, per poi svoltare a sinistra sulla strada della località Turchina. Si prosegue per circa 2 km, girando a destra al bivio che si incontra lungo il tragitto. In corrispondenza di un grande spiazzo nella macchia mediterranea si lascia l’automobile e si proseguire a piedi lungo il sentiero che a destra sale al Poggio del Forno (il tumulo si trova all’interno di una recinzione accessibile).
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