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Storia di una scoperta

Settembre 2013: gli archeologi impegnati nella sesta campagna di scavo del Tumulo della Regina nella necropoli della Doganaccia di Tarquinia scoprono una tomba a camera eccezionalmente inviolata. Sotto una fase di frequentazione abitativa tardo-arcaica (fra VI e V secolo a.C.), emerge un tumuletto di quasi 6 metri di diametro, in gran parte spianato dalle attività umane successive. La struttura include una piccola camera funeraria degli inizi del VI secolo a.C., interamente scavata nella roccia calcarea. Il rinvenimento di una sepoltura intatta di questo tipo è avvenimento raro e quindi desta comprensibilmente grande curiosità e attenzione. Fin dalle epoche più antiche i “cercatesori” hanno setacciato il territorio alla ricerca della suppellettile sepolta insieme ai defunti, saccheggiando a più riprese le necropoli etrusche. L’importanza della scoperta di una tomba integra sta nella possibilità per gli archeologi di studiare un contesto completamente preservato, ricostruendo i rituali e le cerimonie funebri, attraverso la disposizione degli oggetti. Soprattutto l’analisi dei resti organici permette di indagare aspetti della vita quotidiana altrimenti sconosciuti.
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