Ricerche archeologiche
Campagna Scavi 2011
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ITINERARIO ARCHEOLOGICO

Progetto di valorizzazione delle sepolture aristocratiche a grande tumulo di Tarquinia, promosso da Regione Lazio, Soprintendenza
per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale
e Comune di Tarquinia.

 

Ricerche archeologiche
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Leggi anche "La campagna di scavi del 2009" nella sezione >  Tumuli principeschi


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Ricerche archeologiche - Ricerche archeologiche a Tarquinia

 

NEWS -  Venerdì 12 agosto è stata aperta, dopo 2700 anni, la camera laterale del Tumulo della Regina. Gli archeologi guidati dal prof. Mandolesi, con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Viterbo hanno rimosso la grande lastra litica di chiusura alla presenza del sindaco Mazzola e dell'assessore alla cultura Centini. La delicata operazione è stata condotta con pieno succcesso. Nei prossimi giorni verrà indagato accuratamente il nuovo ambiente, che non mancherà di riservare grandi soprese. Per il momento gli archeologi hanno rilevato la presenza di tracce consistenti di pittura nera e rossa ben conservate sullo stipite della porta.  

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Settembre 2011 09:50
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SCAVI 2011_agosto Visita Piero Angela PDF Stampa E-mail
Ricerche archeologiche

NEWS - La gradita visita sugli scavi presso il Tumulo della Regina di Piero Angela,noto giornalista, scrittore, divulgatore scientifico, nonchè conduttore per RAI UNO del programma SuperQuark. Dopo un saluto e uno scambio di battute con gli studenti dell'Università di Torino che operano sullo scavo, il prof. Mandolesi e i suoi collaboratori hanno illustrato all'attento Piero Angela, le nuove importanti scoperte venute alla luce proprio nelle ultime due settimane di scavo. Prima di lasciare gli scavi c'è stato tempo e modo per scambiare qualche battuta con una troupe televisiva della NHK emittente nazionale giapponese che in questi giorni è impegnata nelle riprese dell'attività dello scavo destinate alla realizzazione di un documentario. Guarda le foto...

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Ottobre 2011 08:54
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Campagna scavi 2011 PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Luglio 2011 07:53

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Comunicato stampa

 

Ripresa degli scavi del Tumulo della Regina,

nel sepolcreto principesco della Doganaccia.

Necropoli etrusca di Tarquinia (sito Unesco)

Nell’antichissimo sepolcreto della Doganaccia furono deposti principi

e probabilmente re etruschi del VII secolo a.C.

 

Dal 25 luglio p.v. il corso di Etruscologia e Antichità italiche dell’Università degli Studi di Torino, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, riprenderanno le indagini archeologiche nell’area della Doganaccia, situata nel cuore della necropoli etrusca di Tarquinia, elevata a patrimonio dell'umanità dall’Unesco. Come l’anno scorso, le ricerche si concentreranno sul tumulo di età orientalizzante detto “della Regina” (VII sec. a.C.) che, con quello “del Re”, costituisce una maestosa coppia di sepolcri che caratterizzavano, per chi proveniva anticamente dalla costa marina, l’ingresso alla necropoli tarquiniese.

 

Tumulo della ReginaGrazie agli scavi e agli interventi di valorizzazione, il Tumulo “della Regina” sta emergendo nella sua maestosità e soprattutto sta rivelando inaspettate particolarità architettoniche e decorative. La tomba presenta un basamento di circa 40 metri di diametro, misura che qualifica questo sepolcro come la più grande struttura a tumulo di Tarquinia.

La nuova campagna di scavo punterà a precisare le caratteristiche della costruzione, mettendone in risalto i limiti e gli apprestamenti destinati alle attività di culto; la tomba infatti conserva nella parte anteriore un “piazzaletto” sacro utilizzato per le celebrazioni in memoria del nobili defunti. Come il gemello tumulo “del Re”, anche quello “della Regina” si ispira a una tipologia di tombe reali “omeriche” note a Cipro (Salamina, sito archeologico dell’area sud-orientale dell’isola), accostabili soprattutto per le grandi dimensioni dell’ingresso: è probabile che all'origine di questo modello ci siano proprio architetti di formazione orientale arrivati a Tarquinia, che qui avrebbero introdotto innovativi modelli architettonici.

Nella scorsa campagna il Tumulo della Regina ha rivelato interessanti novità archeologiche. Innanzitutto si è evidenziato che le similitudini fra le tombe principesche cipriote e quelle di Tarquinia non si limitano alla sola pianta, ma si estendono ad altri elementi come le particolari murature in opera quadrata e, soprattutto, l’intonaco in gesso alabastrino che rivestiva l’ingresso del tumulo. Rivestimenti di questo tipo erano diffusi nell’antichità in Egitto e nel Vicino Oriente; Cipro è ricordata dalle fonti storiche per il largo impiego del gesso nelle attività edilizie.

 

DecorazioniLe maestranze che lavorarono al Tumulo della Regina decisero evidentemente di intonacare ai modi orientali l’ingresso e forse anche le strutture interne. Nell’architettura funeraria tarquiniese, e in generale in quella etrusca, l’utilizzo del gesso alabastrino è – allo stato attuale delle conoscenze – un episodio isolato e assai limitato nel tempo.

Le ricerche di quest’anno cercheranno di completare l’esplorazione dell’ingresso e di liberare – grazie all’intervento dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro – i resti di intonaco rimasti all’interno dell’ingresso-vestibolo. I lavori si rivelano di particolare importanza – e questa è un’altra novità – anche per l’individuazione di tracce di decorazioni dipinte (finora in rosso e nero) rappresentate, allo stato attuale, da fasce e da raffigurazioni ancora d’incerta lettura per via della labile conservazione delle pitture. Alle nuove ricerche spetta inoltre di precisare la datazione dei decori su intonaco, assegnabili comunque alle più antiche manifestazioni di pittura funeraria tarquiniese, realizzata, in questo caso, in un ambiente aperto, per “vivi”, dominato da una larga gradinata destinata ad accogliere i partecipanti alle cerimonie funebri.

Durante gli scavi saranno organizzate visite guidate al sepolcreto della Doganaccia.

Gli scavi sono possibili grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, dei Gruppi Kostelia e Maninter Europa, della New Holland Construction, della Regione Lazio, del Comune di Tarquinia e dell’Associazione Civita.

L’area archeologica è stata valorizzata con il progetto “Via dei Principi” promosso dalla Regione Lazio e dal Comune di Tarquinia, con il concorso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

Info: www.etruriameridionale.beniculturali.it : www.icr.beniculturali.it : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Scarica il PDF della presentazione del Progetto DoganacciaScarica il PDF

 
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Ricerche archeologiche - Ricerche archeologiche a Tarquinia

 

Il Comune di Tarquinia, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il corso di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Torino, propone una serie di visite guidate all’area archeologica della Doganaccia, dove si stanno svolgendo importanti scavi sul Tumulo della Regina. Le ricerche  hanno svelato un eccezionale monumento funerario costruito e decorato nel VII secolo a.C. probabilmente da architetti e artigiani provenienti dal Vicino Oriente. Si tratta del più grande tumulo della necropoli di Tarquinia. L’iniziativa del Comune vuole presentare ai ragazzi e agli adulti le ultime scoperte attraverso accattivanti visite guidate e laboratori didattici condotti dai giovani archeologi impegnati sullo scavo. Ecco il programma!

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Agosto 2011 09:24
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La Doganaccia alla luce dell'ultima campagna di scavi (2010) PDF Stampa E-mail
Ricerche archeologiche - Ricerche archeologiche a Tarquinia
Scritto da Alessandro Mandolesi   
Venerdì 22 Ottobre 2010 16:44
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La campagna di scavo appena conclusa attorno al Tumulo della Regina - promossa dal corso di Etruscologia e Antichità italiche dell'Università degli Studi di Torino e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria meridionale - ha rivelato importanti novità che interessano in primo luogo l'architettura e la pittura funeraria tarquiniese ed etrusca di età orientalizzante. Mentre le ricerche degli anni precedenti hanno puntato a riconoscere i capisaldi della grande struttura tombale, che all'inizio delle indagini appariva più ridotta rispetto a quella "del Re", per via delle intense attività agricole che, in ogni tempo, hanno interessato questo lembo di necropoli, la campagna del 2010 ha focalizzato l'attenzione sul maestoso ingresso a cielo aperto che precede la camera funeraria principale.  
Le ricerche preliminari confermano per la Doganaccia, particolarmente suggestiva dal punto di vista paesaggistico, la presenza di un sepolcreto del periodo orientalizzante-arcaico pienamente inserito nella più antica viabilità di Tarquinia. La Doganaccia, infatti, si trova sull'itinerario più diretto, risalente all'età villanoviana, che univa la Civita al mare.
Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Novembre 2010 22:39
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