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Sabato 17 Aprile 2010 18:51 |
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La città etrusca di Tarquinia (in etrusco Tarch(u)na, in latino Tarquinii) distante da Roma circa 100 km, era situata su un colle dominante la valle del fiume Marta, l’emissario del lago di Bolsena che si getta in mare immediatamente a nord della città.
Lambita a nord dal fosso degli Albucci e a sud dal fosso S. Savino, ambedue affluenti del Marta, l’altura dell’antica città - il Pian di Civita - sorge a circa 6 km dalla riva del mare ed é separata dalla costa dal lungo e parallelo colle dei Monterozzi, sede delle principali necropoli cittadine di età storica e sul cui sperone occidentale e situato l’abitato medioevale (Corneto) e modeno.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Ottobre 2010 21:38 |
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Storia di Tarquinia
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Scritto da Administrator
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Sabato 17 Aprile 2010 19:22 |
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Poche sono le notizie che le fonti antiche (Cicerone, Dionigi di Alicarnasso, Livio, Strabone ecc.) ci hanno tramandato sulla storia di Tarquinia ma tali comunque da descrivere la città come una delle più importanti dell’intera Etruria.
Tarconte, figlio dell’eroe Tirreno, il re della Lidia che condusse i Tirreni (cioè gli Etruschi) in Italia, fondo la città e le diede il proprio nome. A Tarquinia si sarebbe inoltre manifestato il divino fanciullo Tagete, che insegnò al popolo etrusco i fondamenti dell’aruspicina, cioè di quella pratica divinatoria ottenuta attraverso l’ispezione delle viscere degli animali sacrificati e per la quale i sacerdoti etruschi furono famosi per secoli. Ancora a Tarquinia era fissata l’origine della dinastia dei Tarquini, i re etruschi che regnarono a Roma tra la fine del VII ed il VI secolo a.C.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Ottobre 2010 21:27 |
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Lunedì 19 Aprile 2010 10:18 |
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Il museo e eccezionalmente bello e interessante per chiunque conosca appena un pò gli etruschi. Contiene un gran numero di oggetti trovati a Tarquinia, reperti importanti. Se solo ci convincessimo e non strappassimo più gli oggetti dai loro contesti d’origine! I musei sono sempre un errore. Ma se é proprio necessario che ci siano, allora siano piccoli e soprattutto a carattere locale. Per quanto sia splendido il museo etrusco di Firenze, come si sta meglio al museo di Tarquinia! Qui gli oggetti esposti sono tutti tarquiniesi e hanno un nesso gli uni con gli altri, formando una specie di tutto organico. (D.H. Lawrence)
Il Museo archeologico di Tarquinia ha sede nello splendido palazzo Vitelleschi, costruito fra il 1436 ed il 1439 per volontà del Cardinale Giovanni Vitelleschi, sotto il pontificato di Eugenio IV.
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Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 13:07 |
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Lunedì 19 Aprile 2010 11:07 |
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L’uso di decorare con pitture le camere sepolcrali e documentato in numerosi centri dell’Etruria, ma è solo a Tarquinia che il fenomeno assume dimensioni cosi ampie e continuate nel tempo; esso è infatti attestato dal VII al II sec. a.C., cioè per quasi tutta la durata della vita della città.
Le tombe dipinte costituiscono una minima parte (circa il 2%) dei sepolcri di Tarquinia: esse sono infatti espressione della classe aristocratica dell’epoca, che sola poteva permettersi il lusso di decorare i propri sepolcri.
I più antichi ipogei dipinti (fine del VII-prima metà del VI sec. a.C.), destinati alla sepoltura della sola coppia maritale, sono piccole camere rettangolari con soffitto a doppio spiovente e fasce colorate che ne sottolineano gli elementi architettonici. Alle camere, scavate nella roccia a profondità variabile, si accede mediante lunghi corridoi (dromoi) in discesa, con gradini.
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Ultimo aggiornamento Sabato 19 Giugno 2010 18:46 |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 19 Aprile 2010 11:21 |
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La città etrusca sorgeva su due pianori contigui, ad occidente il Pian di Civita ed ad oriente il Pian della Regina, lambiti a nord dal Fosso degli Albucci e a sud dal Fosso S. Savino, ambedue affluenti del fiume Marta. Parte integrante della topografia urbana è anche il colle della Castellina, quasi un cucuzzolo a forma conica a nord-est del Pian della Regina incluso nella cinta fortificata e, data la sua preminenza, ipotizzato come acropoli cittadina. Mentre il Pian della Regina si salda ad oriente con il massiccio collinoso dei Poggi delle necropoli dell’età del Ferro, il Pian di Civita si affaccia ad occidente sulla valle del Marta con un alto sperone roccioso. Un piccolo pianoro, la Civitucola, ne continua più in basso la punta.
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Ultimo aggiornamento Sabato 19 Giugno 2010 18:47 |
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