Sulla collina compresa fra la città antica (la Civita) e il mare, sorge la vasta necropoli etrusca dei Monterozzi, così chiamata per la presenza in superficie - secondo un uso derivato dal mondo orientale - di “tumuli” funerari. Su questo rilievo dominante, accanto alle più antiche incinerazioni villanoviane del IX-VIII secolo a.C., si trovano le celebri tombe affrescate costituite da camere scavate nella roccia e segnalate in superficie da tumuli di terra. Meno conosciuti sono invece i più antichi e grandiosi tumuli aristocratici che cingevano a corona l’altipiano della città.

La tomba a tumulo è un elemento caratteristico del paesaggio etrusco dei periodi orientalizzante e arcaico (VII-VI sec. a.C.). I tumuli monumentali tarquiniesi sono sepolture principesche dotate di un imponente basamento costruito o scavato nella roccia, ricoperto da una svettante calotta di terra. Tali caratteristiche architettoniche sono indicative dell’alto prestigio raggiunto dai personaggi sepolti e dalle loro famiglie: infatti, il ceto aristocratico, all’inizio del VII sec. a.C., concentra gli sforzi maggiori sull’architettura funeraria quale metafora della propria ricchezza e della propria potenza, secondo un preciso intento di esaltazione del rango. La ricchezza dei committenti è provata anche dalla magnificenza dei corredi funerari, che comprendevano anche attributi propri della regalità e del potere. Ulteriore conferma dell’importanza di queste tombe è la posizione in zone isolate e dominanti il territorio, segnato dal passaggio delle principali strade.
Ai grandi tumuli va riconosciuto un ruolo emblematico dello splendore aristocratico e del controllo che esercitavano sul territorio le famiglie gentilizie, che basavano la loro ricchezza sulla proprietà della terra e sullo sfruttamento delle risorse naturali, nonché sul controllo degli scambi. E’ probabile che all’interno delle famiglie sepolte nei grandi tumuli, come avveniva nel mondo greco-omerico, emergessero i re o “lucumoni” al vertice della comunità locale.
La tipologia del tumulo monumentale tarquiniese comprende di solito una grande camera funeraria a pianta rettangolare e con pareti progressivamente rientranti verso l’alto (a profilo ogivale); la sommità è tagliata da una fenditura longitudinale chiusa da pesanti lastre di pietra. Alcuni tumuli erano foderati alla base da murature in blocchi squadrati e sagomati, probabilmente decorati in alto da sculture di animali (belve e mostri minacciosi posti a guardia dei sepolcri), come illustrano i disegni ricostruttivi ottocenteschi. Davanti alla tomba si apriva un ampio vestibolo a cielo aperto (“piazzaletto”) destinato a ospitare le cerimonie e gli spettacoli funerari. Purtroppo le tombe principesche di Tarquinia sono state in gran parte saccheggiate e i fastosi corredi, con ceramiche e oggetti in metallo, sono andati dispersi.
Il modello architettonico tarquiniese si ispira a una tipologia di tombe reali dell’VIII-VII sec. a.C. conosciuta nella Cipro di cultura omerica. Nella necropoli di Salamina, nel sud-est dell'isola, sono infatti presenti sepolture con ricchissimi corredi confrontabili con quelle di Tarquinia, per la presenza del tumulo, del grande ingresso e delle murature in blocchi squadrati. E’ probabile che all'origine di questo modello ci siano proprio architetti di formazione orientale arrivati a Tarquinia all’inizio del VII sec. a.C., che qui avrebbero introdotto innovativi schemi architettonici.
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Nel sepolcreto dei Lucumoni |
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Tumuli principeschi -
Necropoli della Doganaccia
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Scritto da Maria Cataldi
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Venerdì 22 Ottobre 2010 10:46 |
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La necropoli dei Monterozzi di Tarquinia evoca immediatamente lo straordinario complesso delle tombe dipinte, dichiarate nel 2004 dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Meno evidente - per un pubblico non specialistico - è il richiamo alle più antiche sepolture del periodo orientalizzante (l'età dei principi delle città etrusche, fine VIII-VII sec. a.C.) caratterizzate in superficie, in corrispondenza delle camere funerarie sotterranee, da grandi tumuli di terra di ispirazione orientale purtroppo quasi totalmente spianati dai lavori agricoli del secolo passato. Tuttavia le riproduzioni ottocentesche del colle dei Monterozzi - come quella pubblicata da Luigi Canina nel 1846 - ci consegnano un paesaggio contraddistinto da numerosissimi "monti di terra" (da qui il nome del colle) a conferma di quanto oggi conosciamo grazie alla ricerca archeologica e cioè che nel corso del VII secolo a.C. il principale dei sepolcreti della città etrusca era già estesamente occupato da centinaia di sepolture.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Ottobre 2010 17:32 |
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Il Tumulo di Poggio del Forno |
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Tumuli principeschi -
Poggio del Forno
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Scritto da Marta Campagna
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Domenica 23 Maggio 2010 15:54 |
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La tomba monumentale si trova nel punto più alto e dominante del territorio di Tarquinia, a est rispetto all’antica città. Il tumulo di Poggio del Forno, immerso in una suggestiva e vasta macchia mediterranea, è stato scoperto nel 1968 dal Gruppo Archeologico Romano.
La tomba principesca, a differenza degli altri grandi tumuli tarquiniesi, contiene due camere poste in asse, e un vestibolo molto ampio. Ambedue i vani funerari, che presentano una pianta rettangolare allungata, sono stati interamente costruiti con blocchi squadrati di nenfro e calcare, disposti in filari ordinati. La prima camera ha una copertura a profilo ogivale, formata da blocchi progressivamente aggettanti; nella seconda invece la pseudo-volta è realizzata sempre con blocchi aggettanti, che però mantengono un profilo a scaletta, e si interrompono alla sommità risparmiando una fenditura. Questa sorta di columen in negativo è marcato da due travi litiche collocate in senso trasversale a un terzo e due terzi della lunghezza, poste a sostegno dei lastroni collocati a chiusura della volta.
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Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 17:07 |
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Il Tumulo di Poggio Gallinaro |
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Tumuli principeschi -
Poggio Gallinaro
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Scritto da Marta Campagna
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Sabato 13 Marzo 2010 18:09 |
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La tomba monumentale si trova sulla principale altura posta subito a nord della città antica (la Civita). Nel tumulo di Poggio Gallinaro venne deposto un esponente della più alta aristocrazia tarquiniese; lo si evince non soltanto dalla monumentalità della tomba, ma anche da alcuni oggetti del corredo. Il rinvenimento di plettri in avorio, di statuine d'impasto raffiguranti le "piangenti" e di due modelli miniaturistici di ascia bipenne in bucchero documenta infatti un rito funerario legato alla particolare rilevanza sociale del defunto. Inoltre il tumulo monumentale svetta su un'altura posta nelle immediate vicinanze della Civita, a indicare simbolicamente il dominio della zona da parte di una famiglia gentilizia fortemente legata alla città. Secondo una recente ipotesi, il defunto qui seppellito potrebbe essere stato il promotore dell'area sacra monumentale situata al centro del Pian di Civita (scavi dell'Università di Milano), colui che ordinò il seppellimento di un deposito votivo principesco costituito da simboli di potere, quali l'ascia, lo scudo e il lituo in bronzo (conservati al Museo di Tarquinia).
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Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 17:10 |
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La tomba "delle Pantere" e i resti dei tumuli funerari |
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Tumuli principeschi -
Tomba delle Pantere
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Scritto da Administrator
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Sabato 13 Marzo 2010 17:58 |
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Il lembo di necropoli dei Secondi Archi scavato dalla Soprintendenza Archeologica negli anni 1980 - intorno alla tomba "delle Pantere", la più antica sepoltura dipinta con decorazione figurata finora nota a Tarquinia - è esemplificativo di come doveva presentarsi in origine il vasto sepolcreto che si sviluppava per decine di ettari sul colle dei Monterozzi: un groviglio di tombe di diversa tipologia, a "buca" per le incinerazioni, a "fossa" e a "camera" per le inumazioni individuali o di nuclei familiari, tutte scavate nel banco roccioso e incastrate le une alle altre per sfruttare ogni spazio disponibile. Le tombe a camera, dal loro apparire a cavallo fra VIII e VII sec. a.C., erano contraddistinte in superficie da "tumuli" di terra di varie dimensioni. Nell'Ottocento, sulla collina dei Monterozzi, si contavano ancora circa 600 tumuli funerari; oggi sono quasi totalmente scomparsi perché spianati dalle arature che hanno risparmiato, come si può vedere in questa area archeologica, solo lo zoccolo di pietra che conteneva alla base il monte di terra.
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Ultimo aggiornamento Sabato 19 Giugno 2010 19:25 |
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La necropoli dell'Infernaccio e il tumulo Luzi |
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Tumuli principeschi -
Necropoli dell'Infernaccio
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Scritto da Administrator
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Sabato 13 Marzo 2010 17:53 |
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L'Infernaccio è uno dei principali sepolcreti tarquiniesi del periodo orientalizzante (la cosiddetta "età dei principi": VII sec. a.C.). Era situato lungo un percorso che dalla città (la Civita), attraverso la necropoli dei Monterozzi, conduceva al mare. Fra le antiche tumulazioni scoperte nell'area, spicca sicuramente la tomba Luzi, un'architettura che si inquadra cronologicamente entro la metà del VII sec. a.C., con probabili riutilizzazioni nella seconda parte dello stesso secolo. Il tumulo Luzi, come quelli della vicina Doganaccia, si trova ai margini frastagliati dei Monterozzi, dominanti la marina e toccati da una via sepolcrale che doveva collegare in senso longitudinale i diversi nuclei cimiteriali presenti sulla collina.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Dicembre 2010 11:46 |
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